Per uno scrittore vedere pubblicato il proprio libro è una grande emozione. Vedere che c'è chi parla di quel libro e lo inserisce all'interno del proprio lavoro, è un grandissimo orgoglio. Questo è successo a me: lo scrittore
Paolo Casti
tra le pagine del suo libro Serramanna insolita - Vol. 3
ha voluto fare un omaggio al mio lavoro. Un libro dentro ad un libro!!! Ringrazio Paolo per il grande onore che mi ha fatto e condivido con voi ciò che ha scritto. Se volete vedere l'originale, lo trovate a questo indirizzo:
http://www.aserramanna.it/2014/01/francesca-murgia-sogni-stelle-e-sussurri-il-libro-che-non-scrivero-mai/#8230
Buona lettura!!!!!
Francesca Murgia, “Sogni, Stelle e Sussurri – Il libro che non scriverò mai”
di Paolo Casti
Vi ricordate “Il libro che non scriverò mai”? L’ho scritto!
Esordiva così Francesca dal suo profilo Facebook il 20 gennaio alle ore 16:36.
Francesca Murgia è nata nel 1973, a Serramanna, dove ancora oggi vive. Nonostante il grande desiderio di viaggiare, dalla sua “Piccola Parigi”
non si è mai spostata ed ha visitato il resto mondo solo attraverso i
libri che ha letto e le storie che ha ascoltato, ma non le importa,
perché quando immagina e scrive le sue favole, vola oltre i confini
imposti dalla realtà.
Non tanto tempo fa scriveva:“che
bello sarebbe poter imbottigliare gli attimi più belli ed emozionanti
della nostra vita e poterne annusare il profumo nei momenti più
difficili, per farci coraggio, per sentirci più forti, per ritrovare la
speranza”, e Francesca così ha fatto; ha imbottigliato ricordi,
annotazioni, brevi racconti, piccole poesie sin da quand’era piccola.
Pagine e pagine di parole, pensieri e sogni.
Racconta lei stessa, “Immaginavo
il giorno in cui i miei libri sarebbero stati in bella mostra negli
scaffali delle librerie ed i miei articoli nelle prime pagine dei
giornali più importanti”, ma un giorno, rassegnata e pessimista,
mise via carta e penna e lasciò che il suo sogno volasse via, sempre
più lontano ed impossibile.
Gli anni sono trascorsi veloci, poi è arrivato internet. Dice Francesca, “Navigando
da un sito all’altro, incrociavo i pensieri di autori che, nella mia
sconfinata ignoranza, nemmeno avevo mai sentito nominare. Leggevo e
rileggevo le brevi citazioni dei loro libri, le loro poesie. Così, mi
sono ricordata del mio sogno. Nascosti in una scatola impolverata da
anni di abbandono, avevo decine di quaderni che custodivano le parole
che avevo scritto io quando ancora immaginavo libri con il mio nome
stampato in copertina. Come un tarlo, il desiderio di scoprire se i miei
pensieri potevano entrare nel cuore delle persone, come quelli degli
scrittori veri, ha cominciato a scavare”.
Inizia così a pubblicare, insieme a foto
rubacchiate qua e la in rete, sul suo profilo Facebook, piccole poesie,
aforismi e pensieri e la sua fantasia, che per tanto tempo si celava
timorosa di non essere all’altezza, è saltata fuori dal suo angolino
buio prepotente come un fiume in piena ed ha ricominciato a fare i suoi
voli, con una passione ancora più grande.
Nel Settembre 2013, accade quello che
forse è servito a dare quell’impulso affinché rispolverasse i suoi
vecchi sogni; il suo racconto “Il posto segreto” viene
inserito nell’antologia della IV edizione del concorso letterario “Carta
Bianca”, “Il clavicembalo ben temperato”, inserito nella Collana
“Nàrana” della Casa Editrice Taphros. [Leggilo a fine articolo]
“Un giorno mi sono accorta che a
forza di digitare brevi pensieri alla rinfusa, le mie parole si erano
strette in un abbraccio, dando forma a quel sogno che da sempre voleva
diventare realtà: il mio libro, quasi per magia, si era scritto da solo.
Un libro di pagine che si sfogliano e che si leggono. Un libro vero! Il
libro che non scriverò mai… il libro che ho scritto… Il libro che
voglio condividere con tutti quelli che hanno un sogno nel cassetto e
che con tenacia e speranza, lottano per realizzarlo…”.
Sogni, Stelle e Sussurri – Il libro che non scriverò mai,
“Un faro nel cielo al confine fra due galassie. La sua guardiana
solitariala luce argentata di una stella che illumina la via ai
viaggiatori dell’universo. Comincia così questa piccola favola dove
l’impossibile si confonde con il possibile. Una storia dove sogni,
stelle e sussurri, insieme, sono protagonisti di un magico volo
nell’incredibile ,dove la fantasia è vera quanto la realtàe in cui
niente di ciò che accade è un caso…”
Il libro di Francesca Murgia, lo trovate a Serramanna presso “La Sorgente” di Enrico Gallus in Via Roma n. 79, “Nonsolomoda” di Esu Ileana in Via Roma 103 e il “Coffee Break” di Murgia Stefano in Via Cagliari n. 38.
Il posto segreto
(Racconto di Francesca Murgia inserito
nell’antologia della IV edizione del concorso letterario “Carta Bianca”,
“Il clavicembalo ben temperato”, inserito nella Collana “Nàrana” della
Casa Editrice Taphros)
Ignorando
la soffocante calura d’Agosto, ogni pomeriggio, sgattaiolavano fuori
dalle loro case, andando a bighellonare lungo le silenziose stradine di
montagna. Spinti dalla curiosità dei loro undici anni, i tre ragazzini,
si addentravano negli stretti e ripidi sentieri segnati dagli animali
selvatici, nei quali gli adulti non si avventuravano mai, per via del
terreno sdrucciolevole e delle rocce che si staccavano dalle pareti del
monte. Loro, un po’ come tutti a quell’età, pensavano di essere
invincibili e sentivano sulla pelle l’ebbrezza del proibito e, vedendo i
divieti dei grandi come sfide da affrontare per dimostrare di essere
uomini, correvano, quasi volavano, a caccia di avventure e sogni ad
occhi aperti. Il giorno in cui trovarono “quel posto”, di cui nessuno in
paese sospettava l’esistenza, erano impegnati in una battaglia con le
loro spade fatte di lunghe canne prese al fiume. Mentre fingevano di
essere valorosi cavalieri in lotta contro un drago cattivo, unodi loro
inciampò in una radice sporgente, rotolando per parecchi metri verso il
basso. La caduta terminò contro una dura roccia che gli impedì di volare
dallo strapiombo poco distante. Gli altri due, scesero con prudenza il
ripido pendio e dopo aver appurato che l’amico aveva solo qualchegraffio
ed un paio di lividi, guardandosi intorno per cercare un appiglio per
risalire senza correre rischi, videro… Nascosto dalla folta vegetazione e
ricoperto da grovigli di edera, se ne stava li senza che nessuno, a
memoria d’uomo, mai l’avesse notato.Dapprima i ragazzini pensarono fosse
un castello, poi si resero conto che, senza ombra di dubbio, era ciò
che restava di un nuraghe. L’unica torre, affiorava dal terreno per
circa un metro e mezzo, ma dopo essersi arrampicati sulle pietre tenute
insieme forse solo dalle infinite fogliolineche abbracciavano l’antico
rudere, affacciandosi al caratteristico buco rivolto verso il cielo,
videro che l’interno, illuminato dal sole, era profondo parecchi metri.
Nell’incoscienza della loro giovane età, tacquero a tutti l’eccezionale
scoperta e, nei giorni che seguirono, costruirono unatraballante scala
per scendere al suo interno e trasformarono il nuraghe nel loro “posto
segreto”. Scacciarono i ragni e gli insetti che, da tempo immemorabile,
dimoravano indisturbati al suo interno e portarono qualche vecchia
coperta mangiata dalle tarme e alcune cassette di legno: quel che
restava del misterioso passato della Sardegna, diventò il loro covo, la
baseper i loro giochi. Certe volte fingevano di trovarsi in un castello,
altre, erano in una prigione, oppure, in una torre dove viveva un mago
malvagio che dovevano sconfiggere. Quando non avevano voglia di giocare,
si sdraiavano sulle vecchie coperte, inventando storie e raccontandosi
sogni. La loro fantasia galoppava, circondata dall’alone magico che
sprigionavano quelle mura antiche poste in quell’angolo dimenticato del
monte, chissà da chi. I loro incontri nel posto segreto, all’insaputa di
tutti, andarono avanti per molti giorni, finché, un pomeriggio di
Settembre, proprio mentre giocavano all’interno del nuraghe, il cielo
divenne tuttonero e scoppiò un terribile temporale. In pochi minuti
l’antico rifugio ed i tre ragazzini, furono completamente inzuppati
d’acqua. Uno scricchiolio sospetto, li mise sull’avviso che qualcosa
stava per accadere, ma era ormai tardi: la terra sotto i loro piedi
cedette e caddero nel vuoto per almeno un metro prima di ritrovare la
sicurezza di un suolo sotto di loro. Erano indolenziti, bagnati e
sporchi, ma tutti vivi. Sopra di loro, la pioggia era cessata ed il
cielo stava tornando a colorarsi di azzurro. La luce grigiastra che
scendeva dall’alto, illuminava le loro facce infangate e l’interno del
buco in cui erano caduti. Con gli occhi sbarrati, si accorsero di essere
circondati da ossa umane e che un teschio gigante, con enormi orbite
vuote, li fissava minaccioso. Con orrore capirono di essere finiti
dentro una tomba. Una tomba che apparteneva a qualcuno molto, molto
grande! Le loro grida di terrore, rimbalzarono in un eco infinito su per
le alte mura circolari. Disperati, rimisero in piedi la scala ormai
troppo corta e, aggrappandosi alle viscide pietre inclinate verso
l’interno, con grande fatica, fuggirono da quel luogo che
improvvisamente faceva paura e corsero via. Un fragoroso boato alle loro
spalle e la terra che vibrava sotto di loro, li fece fermare. Poi, solo
silenzio. Si voltarono e videro che il passaggio per raggiungere il
nuraghe, non c’era più ed una nube di polvere danzava nel vuoto che era
rimasto al suo posto. La paura di un attimo prima, lasciò il posto ad un
senso di perdita inconsolabile: i loro giochispensierati nel posto
segreto, erano finiti. Rimasero ad osservare quel vuoto per un tempo
indefinito, finché, sospirando, s’incamminarono verso il paese, pensando
alla misteriosa tomba: erano giovani, ma sapevano di aver trovato e
subito perduto le prove che, in un tempo lontano, i giganti avevano
vissuto in Sardegna. I tre amici, decisero che avrebbero trovato un modo
per tornare al posto segreto e recuperare quella misteriosa verità che
solo loro sapevano dov’era nascosta. Mentre il sole si abbassava
all’orizzonte e i tetti delle case facevano capolino da dietro una
curva, le loro bocche s’incurvarono in allegri sorrisi: una grande
avventura li attendeva, e loro non vedevano l’ora di viverla.
Fonte http://www.aserramanna.it/